Che cos'è il radon — e perché in casa è un problema?

Il radon è un gas invisibile e inodore che si forma dal decadimento naturale dell’uranio presente nel terreno. Esiste ovunque — in alcune regioni di più, in altre di meno. All’aperto si disperde subito ed è innocuo. Diventa un problema solo quando si accumula negli edifici.
Come entra in casa?
Il radon risale dal sottosuolo e penetra negli edifici attraverso i punti non a tenuta: crepe nella platea, giunti, passaggi di tubi e cavi, cantine con fondo naturale. Poiché l’aria calda sale, in casa si crea una leggera depressione che letteralmente aspira il gas dal terreno — soprattutto in inverno, quando si riscalda e le finestre restano chiuse. I valori più alti si trovano quindi di regola in cantina e al pianterreno.
Perché il radon è pericoloso?
Il radon in sé viene in gran parte espirato di nuovo. I suoi prodotti di decadimento a vita breve, però, si attaccano al pulviscolo, si depositano nei polmoni e vi irradiano i tessuti. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) il radon è la seconda causa di cancro al polmone dopo il fumo. In Italia le stime dell’Istituto Superiore di Sanità attribuiscono al radon circa un caso su dieci di tumore polmonare; in Svizzera è in media il maggiore contributo singolo alla dose annua di radiazioni della popolazione.
Importante per inquadrare il rischio: si tratta di un rischio a lungo termine. Chi vive per decenni in locali con valori elevati di radon ha un rischio aumentato di cancro al polmone — soprattutto in combinazione con il fumo. Una singola permanenza in una cantina non è motivo di preoccupazione.
Quali valori sono troppo alti?
In Italia il decreto legislativo 101/2020 fissa il livello di riferimento a 300 becquerel per metro cubo (Bq/m³) come media annua nelle abitazioni esistenti; per le abitazioni costruite dopo il 31 dicembre 2024 vale il livello più severo di 200 Bq/m³. In Svizzera l’ordinanza sulla radioprotezione prevede lo stesso valore di riferimento di 300 Bq/m³ — e il Ticino è tra le regioni più interessate.
Le regioni italiane stanno individuando le cosiddette aree prioritarie, dove le concentrazioni elevate sono più probabili; in Svizzera la carta del radon dell’UFSP mostra il rischio in base al luogo.
La prima cosa da fare: misurare
La concentrazione di radon non si vede e non si sente — e può variare fortemente da casa a casa nella stessa via. L’unico modo per avere certezza è una misurazione. Come funziona e quanto costa lo spieghiamo nell’articolo Misurare il radon da soli.
Fonti
- D.Lgs. 101/2020 (Gazzetta Ufficiale)
- OMS: Radon and health (scheda informativa, EN)
- UFSP: Radon in Svizzera