Amianto in casa: dove si nasconde — e perché non devi mai forare da solo

Per decenni l’amianto è stato il materiale miracoloso dell’edilizia: economico, ignifugo, indistruttibile. Oggi sappiamo che le fibre inalate possono provocare, anche a distanza di decenni, cancro al polmone e mesoteliomi. Il materiale è stato posato a milioni di tonnellate fino ai divieti — in Italia nel 1992 (legge 257/92), in Svizzera nel 1990. La regola pratica è quindi: in ogni edificio costruito prima degli anni ’90 bisogna mettere in conto la presenza di amianto.
Dove si trova tipicamente
- Lastre di copertura e facciate in fibrocemento («Eternit»)
- Pavimenti: vecchie piastrelle viniliche e la loro colla nera
- Stucchi dei vetri e guarnizioni delle finestre più vecchie
- Coibentazioni di tubi e rivestimenti di caldaie
- Vecchi apparecchi elettrici: stufe ad accumulo, piastre di fornelli
- Colle per piastrelle, rasature e intonaci di determinate epoche
La regola più importante: mantenere la calma
L’amianto in matrice compatta e in buono stato rilascia pochissime fibre — una copertura in Eternit intatta non fa ammalare nessuno. Il pericolo nasce quando il materiale viene lavorato o danneggiato: forare, carteggiare, rompere, demolire libera milioni di fibre. Non a caso, oggi la maggior parte delle esposizioni avviene durante i lavori fai-da-te.
Da qui la regola d’oro del bricolage: nelle case costruite prima del 1990 non forare né carteggiare mai materiali sospetti prima di sapere di cosa si tratta.
Come ottenere certezza
- Verificare anno di costruzione ed elementi: documenti dell’edificio, ristrutturazioni passate, materiali a vista.
- Far analizzare un campione in laboratorio: i test con analisi di laboratorio costano circa 40–120 euro a campione. Per il prelievo: inumidire il materiale, non romperlo, indossare guanti e mascherina FFP3 — o lasciar fare a un professionista.
- Prima di ristrutturazioni importanti: perizia sui materiali. In Italia la valutazione e la gestione dei materiali contenenti amianto seguono la legge 257/92 e i decreti attuativi; le ASL tengono i censimenti e vigilano sulle bonifiche.
Se l’amianto viene trovato
I materiali compatti e integri spesso possono restare dove sono — documentare e lasciare in pace, con controlli periodici dello stato. La rimozione di materiali friabili o danneggiati spetta obbligatoriamente a imprese di bonifica autorizzate (in Italia iscritte all’Albo Gestori Ambientali), con dispositivi di protezione e smaltimento a norma. Costa, ma non è negoziabile: la bonifica dell’amianto non è un progetto fai-da-te.
L’amianto non è l’unica eredità nascosta degli edifici datati — cosa può esserci a seconda dell’anno di costruzione lo mostra la panoramica Sostanze nocive all’acquisto di una casa.
Fonti
- Ministero della Salute / normativa: legge 257/1992 sulla cessazione dell’impiego dell’amianto
- UFSP: Amianto — piattaforma informativa svizzera